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Un’economia aperta

Un’economia aperta sull’esterno
Secondo la pubblicazione “dell’indice di libertà economica 2009„ pubblicato “da The Heritage Foundation„ e “The Wall Street giornale„, la Tunisia precede ormai alcuni paesi del golfo o membri dell’Unione europea in materia di libertà economica.
È stata appena classificata su un totale di 179 paesi al 95ème fila “delle economie più liberali„ da parte dell’Index of Economic Freedom 2009.

L'apertura

Con la sua posizione centrale in Mediterraneo, la resistenza della sua economia e gli accordi preferenziali con numerosi paesi partner, la Tunisia offre l’accesso a numerosi mercati per le imprese che cercano di sviluppare le loro attività.

Il mercato europeo

La Tunisia è situata nel cuore del Mediterraneo. Questa situazione geografica gli permette di giocare una grande mobilità industriale e commerciale con partner europei. La cooperazione è stretta tanto sul piano economico che sui piani culturali, sociali… La Tunisia è il primo paese della riva sud del Mediterraneo a avere firmato nel 1995, l’accordo d’associazione e di libero scambio con l’Unione europea. Quest’accordo instaura una zona di libero scambio e permette l’accesso sul mercato dell’Unione europea:

  • Prodotti industriali tunisini in franchigia totale dei diritti e tasse e senza quota
  • Prodotti agricoli a condizioni preferenziali

Quest’accordo di libero scambio inizia una nuova serie di accordi tra l’UE ed i paesi sud mediterranei in attesa di mettere in posto da qui all’anno 2010 una vasta zona di libero scambio euro mediterranea di più di 800 milioni di abitanti.

I mercati magrebino e Arabo

La Tunisia è legata da accordi preferenziali con i paesi magrebini e Arabi. La messa in vigore dell’accordo regionale stabilito nel 1998, che istituisce la zona di libero scambio arabo è in gran parte avanzata. Gli accordi bilaterali istituendo una zona di libero scambio con la Turchia, l’Egitto, il Marocco, la Giordania, il Iraq e la Libia disciplinano gli scambi con questi paesi. Altri accordi di libero scambio sono in corso di negoziato con altri paesi della regione. Le esportazioni tunisine verso i paesi magrebini e Arabi sono evolute di 814.8 nel 2004 a 1515.4 nel 2006 in MTND (secondo l’istituto nazionale di statistiche)

Altri mercati

La Tunisia beneficia di riduzioni tariffarie acconsentite nell’ambito del sistema generalizzato preferibilmente, SGP, per i prodotti manifatturieri, agricoli e d’artigianato, con il Giappone, il Canada, gli Stati Uniti, la Svizzera e l’Australia. Il paese beneficia anche di un accesso preferenziale ai mercati di molti paesi africani (Guinea, Senegal, Burkina-Faso, Niger…)

Liberalismo

La produzione nazionale è sottoposta alla concorrenza internazionale ed i prezzi alla produzione sono disciplinati dai meccanismi del mercato. L’investimento è libero per i nazionali e gli stranieri nella maggioranza dei settori di attività. Ogni investitore straniero può detenere fino al 100% del capitale del progetto senza autorizzazione l’acquisizione di azioni di imprese tunisine in attività si fa senza autorizzazione se non supera il 50% del capitale. Gli investitori stranieri sono liberi di rimpatriare i vantaggi ed il prodotto di cessione del capitale investito in valute. Progetti di servizi pubblici sono aperti alle imprese tunisine e straniere nel quadro della concessione. Importanti progetti pubblici sono stati realizzati o sono in corso (centrale elettrica, aeroporti, trattamento di rifiuti…). La valuta è convertibile per le operazioni correnti

Competitività

La relazione 2009-2010 della tribuna economica mondiale di Davos sulla competitività ha classificato la Tunisia, prima in Africa e 40ème nel mondo su un totale di 133 paesi elencati.

Questa classificazione è stabilita in base a 12 criteri qualitativi e quantitativi: ambiente istituzionale (contesto giuridico ed amministrativo), stabilità macroeconomica, infrastruttura, salute ed insegnamento elementare, innovazione, efficienza dei mercati (finanziere, di lavoro, e dei beni), attitudine tecnologica, taglia del mercato, sofisticazione affari, insegnamento superiore e formazione.

La Tunisia realizza così molto un buono punteggio nel settore della stabilità macroeconomica (55ème). Guadagna così 20 posti, rispetto alla classificazione dell’anno passato (75ème).

Con questa buona classificazione, l’economia tunisina prova più che mai, la sua capacità di resistere alle scosse esogene e superare, al favore delle misure presidenziali adottate a tempo debito, gli effetti perversi della crisi finanziaria internazionale.

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